La canzone di Cassilda (Pt.3)

LA PRIMA PARTE SI TROVA QUI
ATTO I - SCENA III: CASSANDRA

Alessia H.V., 'La Perduta Carcosa', digital, 2015
 http://alessiahv.deviantart.com/
“Io stesso sono la maschera, la maschera pallida. Io sono il fantasma della verità. Provengo da Alar. La mia stella è Aldebaran. Le verità è una nostra invenzione, la nostra arma in battaglia. E il segno giallo…” (1)
Non credeva ai suoi occhi. Da quando il suo ragazzo, sette mesi prima, se n’era andato di casa senza una parola, Cassandra aveva cercato in tutti i modi di comprendere il significato di quell'ultimo post che egli aveva pubblicato sul proprio blog. Era un post strano, diverso dai suoi soliti, un post a cui nessuno aveva mai, prima di quella notte, lasciato un commento. Parlava di cose che lei non comprendeva, parlava di persone che lei non conosceva. Yog-Sothoth, R'lyeh, Nyarlathotep, dove le aveva già sentite? Camilla, Cassilda, chi erano costoro? Era evidente che c’era qualcosa (qualcuno?) nella sua vita che, chissà da quanto tempo, egli le aveva tenuto nascosto.
Quella notte invece qualcuno, su quel post, aveva infine lasciato un commento anonimo, un commento tutt’altro che banale. Sembrava proprio il commento di qualcuno che conoscesse esattamente la materia di cui parlava.
Cassandra aveva speso giorni e notti davanti al computer, cercando in rete qualsiasi collegamento a quei nomi e alle misteriose parole di quel post, parole che dovevano in qualche modo contenere le risposte alle sue domande, se solo le avesse comprese, ma non aveva mai trovato nulla di veramente utile, se non vaghi rimandi a una certa letteratura horror risalente ad oltre un secolo prima, un tipo di letteratura che aveva sempre considerato superflua ma che forse in futuro avrebbe fatto meglio a conoscere.

Aveva anche provato, mesi prima, a leggere qualcosa. Nella sua libreria, in mezzo a mille altri volumi, il suo ragazzo aveva infatti lasciato diverse cose interessanti, tra cui un’enciclopedica antologia di racconti di uno scrittore del Rhode Island piuttosto famoso. Si era gettata speranzosa nella lettura di quei testi ma, dopo  qualche giorno di full-immersion, si era resa conto che non l’avrebbero portata a nulla. Aveva sorprendentemente trovato alcune analogie tra ciò che era descritto in quei racconti e quanto le stava succedendo nella vita reale, ma sentiva che al quadro d’insieme mancava un tassello importante, una chiave interpretativa. Yog-Sothoth, R'lyeh, Nyarlathotep, erano più volte citati da quello scrittore, ma Cassandra non capiva come tutto ciò potesse avere a che fare con la sua situazione attuale.
Lasciò infine perdere quei libri, quasi rassegnata al silenzio e alla solitudine che erano calate sulla sua vita da quando il suo ragazzo se ne era andato.

Faticosamente stava riprendendo in mano il timone della propria vita, cercando di lasciarsi alle spalle tutti propri ricordi, quando come un lampo nella notte quel commento sul blog aveva nuovamente spalancato un baratro dinanzi a lei.
Quel tizio aveva usato quello che apparentemente sembrava essere lo stesso linguaggio usato dal suo (ormai ex) ragazzo. Aveva citato gli stessi luoghi che a lei erano sconosciuti, come Carcosa e il lago di Hali. Aveva citato Camilla, questo fantomatico personaggio che evidentemente anche lui conosceva o frequentava.
Lo sguardo percorreva e ripercorreva lo schermo del computer, le mani quasi le tremavano e un vago senso di incertezza la avvolgeva. Cosa avrebbe dovuto fare? Rispondere? E cosa avrebbe mai potuto rispondere? Quello che aveva davanti agli occhi sembrava essere il dialogo tra due vecchi amici, due persone che, pur parlando in quel linguaggio così criptico, sembravano essere in perfetta sintonia. Cosa mai avrebbe potuto dire lei? Come avrebbe potuto irrompere così brutalmente in una simile discussione, e con quali parole? Ma soprattutto aveva il diritto di farlo? Il suo ragazzo se ne era andato così all’improvviso, senza lasciarle nulla, non una parola, non un motivo. Aveva fatto una scelta, evidentemente, la scelta del silenzio. Avrebbe dovuto rispettarla quella scelta? Oppure avrebbe dovuto farla esplodere di rabbia, una rabbia che però in cuor suo non riusciva a provare?

Ricordava gli ultimi giorni trascorsi insieme e quei suoi bizzarri comportamenti che allora l’avevano fatta preoccupare, ma che forse avrebbero dovuto metterla in guardia.
Lo sentiva girarsi e rigirarsi nel letto, non capiva se fosse sveglio oppure in preda a un incubo. Allungava la mano per toccarlo e lui, a quel tocco, per un attimo sembrava reagire, calmandosi e riportando il suo affannoso respiro ad un livello più normale. A volte in piena notte si alzava. Dal caldo delle sue coperte lei lo sentiva andare in bagno e poi dal bagno spostarsi in salotto, dove si tratteneva per lunghi interminabili minuti, forse delle mezz’ore. Una volta, silenziosamente, Cassandra aveva provato ad andare a curiosare. Dall’angolo del corridoio lo aveva visto seduto su una poltrona, illuminato dalla fioca luce di una lampada, intento a leggere quel libro che aveva comprato solo qualche giorno prima, quello dalla copertina gialla al quale sembrava tenere molto e che sembrava averlo ipnotizzato. Non aveva più visto quel libro in seguito. Era forse una delle poche cose che si era portato con sé il giorno in cui se ne era andato. Se solo avesse avuto la curiosità di leggerne il titolo, forse ora non si troverebbe in questo limbo di incertezza. Ma non lo aveva fatto, non era stata abbastanza curiosa.

Ora nel profondo del suo cuore sentiva che quel libro aveva un ruolo importante in ciò che era accaduto mesi prima. Doveva trovare il modo di saperne di più. Doveva assolutamente parlare con quel commentatore anonimo che era forse il suo unico appiglio. Ma aveva anche il timore che, qualsiasi tentativo lei potesse fare per avvicinarsi a lui, lo facesse fuggire, rispedendolo nelle tenebre da cui proveniva. Aveva bisogno tuttavia di un contatto, un qualsiasi contatto, un indirizzo di posta elettronica, un profilo di Google, qualsiasi cosa. Ormai aveva deciso: voleva sapere. Nulla al mondo le avrebbe impedito di sapere. La rabbia ora le stava crescendo in corpo come mai aveva fatto prima. Doveva trovare il modo di far uscire quel tizio dall’anonimato, dopodiché gli sarebbe stata addosso fino allo sfinimento, fino a che non le avesse rivelato la sua identità, fino a che non le avesse spiegato chi fosse e perché aveva scritto ciò che aveva scritto.
Decise di agire con astuzia, doveva comportarsi da predatore. Afferrò uno di quei libri che aveva letto diverso tempo prima, aprì una pagina a caso e fu subito fortunata. Adesso sapeva quello che avrebbe scritto, ecco davanti ai suoi occhi il messaggio che avrebbe inviato al misterioso commentatore. Sarebbe stato un messaggio decisamente criptico, ma abbastanza chiaro da attirare il pollo nella sua rete. Si accertò di essersi correttamente loggata, in modo che il tizio potesse facilmente, volendo, risalire alla sua e-mail e decidere di contattarla privatamente. Le possibilità di successo erano minime, ma quello era decisamente l’unico modo.
Spostò il puntatore del mouse su “Nuovo commento”, le si aprì una nuova finestra sul desktop e scrisse: “Yog-Sothoth conosce la porta. Yog-Sothoth è la porta. Yog-Sothoth è la chiave e il guardiano della porta. Passato, presente e futuro coesistono in Yog-Sothoth. Egli sa dove gli Antichi irruppero in tempi remoti, e dove irromperanno un’altra volta. Egli sa dove essi hanno calcato i tempi della Terra e dove ancora li calcheranno, e perché nessuno può contemplarLi mentre camminano…” (2)
CONTINUA?
(1) James Blish, More Light, 1970
(2) H.P. Lovecraft, The Dunwich Horror, 1929

Commenti

  1. Un caloroso grazie e una dedica particolare ad Alessia del blog Sicilianamente, senza il cui contributo grafico questo post sarebbe molto più povero...

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    1. assolutamente grazie a te Obs! :D
      per me è stato un piacere lavorare a questo disegno e ancora di più mi ha resa felice il fatto che tu lo abbia apprezzato e reso parte del tuo progetto!

      fra l'altro mi viene voglia di leggere ancora dell'altro su questo argomento! *_*

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  2. Anche James Blish ha avuto a che fare con il segno giallo? Io lo ricordo per "Guerra al grande nulla" un romanzo di fantascienza teologica che ebbe una eco enorme anche in Italia negli anni '70.

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    1. James Blish ha avuto una parte fondamentale: è uno dei pochi che hanno tentato una "ricostruzione" dell'opera conosciuta come "The King in Yellow" (nella realtà uno pseudobiblium), opera a cui facciamo qui riferimento sin dall'inizio....

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  3. Bell'esempio di cooperazione fra blog :-)

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  4. Per adesso passo, prendo visione, faccio i complimenti a te TOM e ad Alessia per la bellissima prova *__*
    Devo recuperare i due post precedenti, il primo addirittura del 2013 :O Son "giovane" qui per frequentazione XD
    Quindi, a presto! ^^

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    1. Non sei tu ad essere troppo "giovane di frequentazione". Sono io che sono troppo lento a scrivere.... :-P

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  5. Mi accodò a Glo.
    Amando Lovecraft corro a recuperare gli altri due. :-)

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  6. Non dovreste invocare il nome di nessun Guardiano ma se già questi nomi assillano le vostre menti allora l'abisso vi ha conquistati.
    Troppo spesso si è pensato ad essi come idee distanti ma essi sono sempre stati in noi,bisbiglianti le forme del dolore.
    Se ancora saranno invocati sarà loro concesso di portare il segno dell'abominio nella vita di ognuno.Prima sono i pensieri e poi saranno i richiami.
    C'è una ragione per la quale la Porta fu loro sbarrata,sta comunque tornando il tempo del loro ritorno.Badate al figlio che trasformeranno nel loro profeta.

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    1. La loro mano è sulla vostra gola eppure non li vedete, e la loro abitazione è tutt'uno con la vostra protetta dimora. Yog-Sothoth è la chiave della porta, dove si incontrano le sfere. L'uomo domina adesso dove essi dominarono un tempo, e presto essi domineranno dove una volta dominava l'uomo. Dopo l'estate viene l'inverno, dopo l'inverno l'estate. Essi attendono possenti e pazienti poiché qui essi torneranno a regnare.

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  7. Quando l'Altrove sarà libero di agire allora ognuno degli Antichi verrà in questo mondo e voi nel loro.La madre si ciberà del figlio e il figlio farà violenza nella carne alla madre.Le città saranno incendiate,la violenza e il sopruso,la degenerazione e il pervertimento saranno re e regine di ogni cosa e sopra ogni cosa.
    Sarà quello il tempo in cui il Segno sarà chiaro ad ognuno ed ognuno obbedirà ad esso.
    Un figlio sfiderà un figlio e quello che sarà stato rinnegato allora verrà nuovamente in vita.
    Badate all'uomo che trasformeranno nel loro profeta,perchè egli sarà la corruzione dei giorni che verranno ancora e ancora e ancora.
    Solo un re uccide un re.Alhazred cadde perchè non era degno ma il discendente dei Sette coglierà i petali del suo antico retaggio.
    Tremate e patite in questa via.

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    1. Tieni ben presente che alla fine non ebbi una vera e propria visione di un qualche orrore. Dire che la causa delle mie deduzioni fu uno sconvolgimento psichico, l'ultimo colpo che mi fece fuggire a precipizio dalla solitaria fattoria degli Akeley, correndo in automobile di notte attraverso le selvagge colline a cupola del Vermont, significava ignorare i semplici fatti della mia esperienza finale.

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  8. Grazie per avermi fatto immergere nuovamente nell'universo di The king in yellow. Sono molto curiosa di vedere come prosegue la storia e capire se The king in yellow è il primo libro di cui si debba davvero aver paura o, come al solito, ci si deve 'preoccupare' del modo in cui ci si approccia al libro.

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    1. Benvenuta su Obsidian Mirror, innanzitutto. Vedo che hai subito trovato ciò che ti interessa. Se si debba aver paura del King in Yellow? Bisognerebbe averne tanta, ma tanta paura. In confronto il Necronomicon è un giornalino per ragazzini...

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  9. Ora dico una cavolata enorme: i commenti di Anonimo (ma siamo sicuri?) e le tue risposte, deduco riprese da fonti, fanno tanto Game of thrones :P Detta, mi ricompongo!
    Cosa significa il dubbioso CONTINUA? finale? :P Io ora ti stalkero finché non scrivi altro post, sappilo (se ne dubiti, chiedi a Ivano in merito alla sua blog novel ^_^)
    Certo che Cassandra sembra sull'orlo di un prossimo abisso...

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    1. Quel punto di domanda è necessario, visto i ritmi bradipici con cui scrivo. Questa terza parte non è sicuramente pensato per essere un finale. Quando verrà la quarta parte dipenderà probabilmente dal livello di stalking al quale verrò sottoposto...

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    2. Challenge accepted!
      Allora... famo tra due settimane? ^^ Sai già cosa accadrà a Cassandra, o scrivi all'impronta?
      Buon week end :D

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    3. Ho una vaga idea della sorte che toccherà ai tre personaggi visti sinora. Come arriveranno all'epilogo ancora non lo so.
      Due settimane? No, no, ce n'est pas possible!

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